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OMELIE GIUGNO 2015
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Domenica 14 Giugno 2015

“Con molte parabole annunciava il regno di Dio”

Dal libro del profeta Ezechièle (17,22-24)

Dalla seconda lettera di S.Paolo ai Corìnzi (5,6-10)

Dal Vangelo di Marco (4,26-34)                                              

In quel tempo, Gesù diceva (alla folla) : "Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra;

dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa.

Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga.

Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura".

Diceva: "A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo?

Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che

sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli

uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra".

Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere.

Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.

Sabato  20 Giugno 2015                 Domenica 21 Giugno 2015

“In ogni evento riconosciamo Cristo presente”

Dal libro di Giobbe (38,1.8-11)

Dalla seconda lettera di S.Paolo Apostolo ai Corìnzi (5,14-17)

Dal Vangelo di Marco (4,35-41)                                              

In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: "Passiamo all'altra riva".

E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui.

Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena.

Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: "Maestro, non t'importa

che moriamo?". Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: "Taci, calmati!". Il vento cessò e vi fu grande bonaccia.

Poi disse loro: "Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?". E furono presi da grande timore e si dicevano

l'un l'altro: "Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?".

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Domenica 07 Giugno 2015

“Questo è il mio corpo... questo è il mio sangue!”

Dal libro dell’Esodo (24,3-8)

Dalla lettera agli Ebrei (9,11-15)

Dal Vangelo di Marco (14,12-16. 22-26)                                              

Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: "Dove vuoi che andiamo a

preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?". Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro:

"Andate in città e vi verrà incontro

un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice:

Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore

una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi". I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono

come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua.

Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo:

"Prendete, questo è il mio corpo". Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.

E disse: "Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti. In verità vi dico che io non berrò

più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio". E dopo aver cantato l'inno, uscirono

verso il monte degli Ulivi. 

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Domenica 28 Giugno 2015

“Figlia, la tua fede ti ha salvata!”

Dal libro della Sapienza (1,13-15; 2,23-24)

Dalla seconda lettera di S.Paolo Apostolo ai Corìnzi (8,7.9.13-15)

Dal Vangelo di Marco (5,21-43)                                              

Essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: "La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva". Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno. Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: "Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita". E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: "Chi mi ha toccato il mantello?". I discepoli gli dissero: "Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?". Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: "Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male". Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: "Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?". Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: "Non temere, continua solo ad aver fede!". E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: "Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme". Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: "Talità kum", che significa: "Fanciulla, io ti dico, alzati!". Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.
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