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CATECHESI 03 Mag 2015
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Commento dei bambini La vite è una pianta che richiede molto lavoro, deve essere potata, deve essere legata insieme, deve essere protetta e nutrita. Con fatica e amore produce però un frutto nobile, un nettare che unisce e si conserva per molto tempo. Noi siamo il tralcio ricco di frutti e la sua parola ci nutre.

03 Maggio 2015 

Dagli atti degli Apostoli (9,26-31)

Dalla prima lettera di S.Giovanni Apostolo (3,1-2)

Dal Vangelo di Giovanni (15,1-8)                                              

Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.
next previous Torna alla pagina della Catechesi Questo è il nostro tralcio di vite... nel disegnarlo c’era solo una regola: ciascuno doveva disegnare la mano dell’altro, non la propria... ovvero è grazie all’aiuto reciproco che il lavoro si compie..... E Don Arrigo aggiunge: ....  per disegnare noi stessi abbiamo bisogno dell’altro!